Il trasloco

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3 agosto 2012 di thesurvivaldiaries

Torreglia (PD) 01/08/2012 (Mattia “Kappe”)

Potete chiamarmi Kappe, semplicemente Kappe. Era il mio soprannome nel mondo dei vivi, anche se suppongo che nel mondo dei morti un qualsiasi “urrghhllll” o “aggrrhhlll” possa andare bene uguale.

Dalla finestra, le poche volte che alzo le tapparelle, campeggia quello splendido cartello a led. “OGGI è NATA GIULIA, BENVENUTA NUOVA CITTADINA!”, l’ultima nuova cittadina di Torreglia immagino. Mi chiedo se in un mondo come questo possano ancora esserci nuove nascite. Siamo stati rivoltati come un calzino e tutto nel giro di pochi mesi. Ho scoperto questo blog grazie ad una wi-fi ancora funzionante senza password, Dio benedica il vicino idiota! Mi sa che quel povero diavolo adesso è semovente cibo per i vermi, come tutti qui nel circondario.

Sono contento di sapere che oltre a me qualcun altro è ancora vivo.

L’acqua corrente c’è ancora anche se le mie paranoie spesso mi precedono; e se uno di quei cosi è caduto nell’impianto di depurazione? Se ogni volta che bevo, mando giù le sue fottute cellule? I suoi putridi batteri? Per il momento non è ancora successo nulla. I miei amici? Spariti. I miei genitori? Andati. Non c’era più nessuno di vivo nel mio mondo fino a poco fa.

Per il momento sono rintanato nell’appartamento sopra il mio. Scelta che avrei evitato di fare, se non fosse che abitavo al piano terra con ingresso indipendente. La porta non era blindata e quei maledetti spesso e volentieri si avvicinavano anche troppo, ma è stata la notte in cui fui svegliato di soprassalto da urla e tonfi alla porta che mi spuntarono le palle d’acciaio che non credevo di avere.

Sono uscito di casa la mattina dopo, le mie speranze affidate ad un coltello da cucina, mi ero già fatto un esame di coscienza e sapevo perfettamente a cosa andavo incontro, ma un’altra nottata con gli amici zombie o come diavolo volete chiamarli, a bussare alla mia porta era fuori questione. Obiettivo conquistare il tronco principale del condominio, protetto da un solido portone di legno e dotato di 2 appartamenti al secondo piano, meglio difendibili e meno vulnerabili a rumori che potrei produrre sia da cosciente che da incosciente.

Solo il silenzio ad accogliermi, l’olezzo malsano e vomitevole della carne putrefatta e qualche ruggente gemito, per fortuna molto lontano. Mi aspettavo di essere azzannato appena messo il culo fuori dalla porta e invece non c’era anima viva. Il motto “la vita reale non è come i film” si riconferma, stavolta positivamente. Non c’è tempo da perdere, non so perché, in quel momento mi viene in mente un personaggio di una famosa serie fantasy che stavo leggendo prima di tutto questo casino “Il Gioco dei Troni” di George Martin, Arya Stark, addestrata alla battaglia da Syrio Forel danzatore delle acque della citta di Bravoos. Tutte le volte che Arya si trovava in ambasce ripeteva nella sua mente quasi come se fosse un mantra tibetano gli insegnamenti del suo maestro…”Silenzioso come un’ombra, rapido come un furetto”…. Così dovevo fare io, abbarbicarmi ad un frase che stimolasse il mio coraggio.

Il portone del tronco principale del condominio è socchiuso, un’enorme macchia sangue imbratta completamente il lato destro del muro come un macabro quadro astratto. Lentamente mi avvicino, silenzio, faccio scivolare quell’enorme pezzo di legno sulle cerniere e getto lo sguardo all’interno, silenzio. Entro. Sembra la fiera dell’emoglobina, ma non c’è nessuno. Di corsa su per le scale, l’appartamento del mio immediato futuro attende!

Avrebbe atteso ancora molto… la porta chiusa sia di uno che dell’altro si stagliano davanti a me come enormi minotauri a guardia del famoso labirinto di Minosse, tutta questa strada per niente. . potrei sfondarle, ma rischierei di attirare altri putridi…. Come fare?

La soluzione al mio dilemma arriva, mefitica e sanguinolenta. All’improvviso un lamento mi distrae, sul ballatoio striscia qualcosa, qualcosa che una volta era la moglie rumena del tizio che abitava sopra di me, i suoi occhi bianchi mi squadrano con malefica curiosità prima di iniziare ad avvicinarsi minacciosi. In pochi secondi realizzo perché sta strisciando, le sue gambe, sono spolpate fino all’osso.

Mi ricordo di avere un coltello da cucina, come un’automa, emulo tutti gli eroi dei videogiochi che ho impersonato e glielo ficco diretto in mezzo agli occhi! Sembra di sfondare una zucca di halloween, ma la schifosa è stecchita. Noto una protuberanza sporgere dal taschino posteriore dei brandelli dei suoi jeans…CHIAVI! Mi spiace minotauro! Ma ho vinto io! Anche se credo di aver guadagnato almeno un centinaio di capelli bianchi.

Il resto è banalità, ho spostato il minimo indispensabile da casa mia all’ex casa del vicino, ho chiuso col catenaccio blindato il portone d’ingresso del condominio e ho iniziato a razionare il cibo, tanto la fame è davvero ai minimi storici.

Adesso attendo il momento propizio. La mia audi è la fuori, in riserva, devo trovare la forza di uscire e vedere se esiste ancora la benzina.

Per ora mi sento abbastanza al sicuro, ma non posso rimanere qua da solo per sempre, sto iniziando ad avere crisi di panico notturne e sono terrorizzato che proprio loro mi possano portare a far qualcosa di sciocco.

Ora so che ci siete, ora so che vi posso raggiungere ed avere nuovamente una vita civile. Mi devo organizzare. Vi farò sapere nei prossimi giorni cosa ho deciso di fare.

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