Living in a hospodě

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18 luglio 2012 di thesurvivaldiaries

[Special guest: Serena Casagrande]

Chi non ha paura di vivere non ha paura di morire. Certo, grazie al cazzo. Ma
di andarmene all’altro mondo per mano di questi… non so nemmeno come
chiamarli, ecco, non mi va proprio. È pur altrettanto vero che gli umani presenti
non sono un bel vedere. Per via di fuori di zucca, è una bella lotta. Dio li fa e poi
li accoppia, giusto per andar avanti a suon di detti popolari. Tanto qui di tempo
ne abbiamo (facciamo finta che sia così). Dato che ci siamo, l’unico proverbio
sensato mi pare “meglio soli che mal accompagnati”.
Mi piacerebbe proprio sapere che fine ha fatto mia sorella; sarà a scavar buche
come al solito. Alla ricerca di reperti preziosi, di fossili. O all’interno di qualche
miniera. Stica. Ma una vita normale, a drogarsi e a bere come tutti gli altri, no?
Io non vorrei ripetermi, ma il visetto che mi si presenta davanti, bloccato for-
tu-na-ta-men-te dalle inferriate della finestra, sfata una delle massime mie
preferite: “un brutto sta bene con tutto”. No, no, non ci siamo proprio. Questo qua
fa proprio schifo tanto.
Lo so, è da stupidi perdersi a scrivere puttanate e prendere così sottogamba la
situazione. Magari dovrei cercare di mettermi in contatto con qualcuno. Sapere
come se la passano altrove.
La faccenda è grottesca: siamo rinchiusi qui da giorni; cibo e liquidi ne abbiamo.
C’è la toilette per fare la pupù. Dormiamo sui tavoli: sono duri, ma poi ci si abitua.
Le merde non riescono ad entrare. A meno che non provino a forzare le grate
che proteggono le finestre e un’enorme porta di legno con chiavistello in ferro.
Tutto made in Medioevo. I cechi parlano in ceco e conoscono solo qualche
parolina tetesca, ma si fanno i cazzi. Bevono birra. Sono delle belle bestie, ma
innocue. Per adesso. E comunque non è il momento di far tanto gli schizzinosi.
Bruttini, son bruttini. Ma non mordono come gli stronzi là fuori. In quanto a puzza,
ne possiamo discutere.
C’è un tipo ora che si è messo faccia a faccia con lo zombie. Dovremmo adottare
un basso profilo, non farli arrabbiare come sta facendo ‘sto coglione. Stare buoni,
buoni. Nascosti. Non mi sembra che dondolare un calice pieno di birra sul muso
di un omone assetato di sangue corrisponda alla mia idea di low profile. Lo
zombizzato segue ipnotizzato il movimento circolatorio del bicchiere. E si vede
che sta andando fuori di brutto. Ci manca solo che gli rovesci un po’ di pivo sul
testone e siamo a posto.
Mi piacerebbe proprio sapere dov’è finita mia sorella.

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