Photoshop, Porno e Pallone

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31 maggio 2012 di thesurvivaldiaries

Rieccomi ragazzi. La febbre è passata finalmente. Deliro ugualmente ma è per altri motivi.
Ho un po’ di cose da dirvi e non ho tantissimo tempo.
Per cominciare, sentite questa conversazione:

Ufficiale Random: “Qui tutti devono dare una mano, lei sa fare qualcosa?”
Io: “Certo, sono un grafico. Scrivo pure ma non mi definirei uno…”
Ufficiale Random: “Benone, ecco una pala: ora vada a spalare la merda.”

Ecco, questo scambio è quello che mi aspettavo io, che vi aspettavate voi, che tutte le persone dotate di un minimo di buon senso si aspettano. Invece non è avvenuto. La conversazione reale è stata questa:

Ufficiale Random: “Qui tutti devono dare una mano, lei sa fare qualcosa?”
Io: “Certo, sono un grafico. Scrivo pure ma non mi definirei uno…”
Ufficiale Random: “Perfetto, ci serve gente come lei. La comunicazione è importante in guerra. Ci servono dei volantini. Lei sa fare dei volantini?”
Io: “Direi di sì…ma che genere di…”
Ufficiale Random: “Volantini su Zulu. Come comportarsi in caso di. Le solite cose.”
Io: “Ah, le solite cose.”
Ufficiale Random: “Le mostreremo la sua postazione. Si dovrà interfacciare col reparto tipografico ovviamente. Può farlo?”
Io: “Bé, agli ordini direi.”
Ufficiale Random: “Benone. Allora si metta subito al lavoro.”

Ecco come sono andate le cose. Mi aspettavo una pala con su scritto il mio nome e la mia bella montagna di merda e invece no. Ci sono più cose in cielo e in terra che a vattelappesca, immagino. Così eccomi qui, nella mia “postazione” davanti ai miei dolcissimi programmi: d’altronde l’Adobe è Dio e io sono il suo profeta, come volevo tanto scrivere nel mio biglietto da visita al posto del banalissimo “soluzioni grafiche”.
Magari un giorno vi mando il pieghevole “Come comportarsi in caso di” che ho fatto. E’ venuto bene. Il cliente non ha neppure voluto modifiche e questa è una cosa più unica che rara. Adesso sto lavorando ad un’altra cosa ma mi sa che ve ne parlerò dopo.

Vi aspetto ragazzi. Anche se quando arriverete mi tirerete un pugno in faccia, sarà un pugno che riceverò volentieri, non scherzo. Per quanto mi stiano sul cazzo gli altri, credo che non augurerei a nessuno di trovarsi lì fuori. Ho visto il fiume di Zulu sul ponte della libertà, ve l’ho raccontato. Siamo nella merda. Mi sa che lo sapete meglio di me, anzi: ne sono certo leggendovi.
Qui la gente cerca di stare tranquilla ma non so. Non credo che durerà. Ho avuto modo di vedere due o tre scleri pesanti, compreso uno mio. Ora vivo e dormo ancora a San Sebastiano: avevo una brandina nell’aula A vicino ad un tipo che russava e vaneggiava. Dico avevo ma in realtà la brandina ce l’ho ancora. E’ il tipo che non c’è più. L’hanno trovato morto in infermeria. Si era ingollato due scatole di non so che cosa.
Non è l’unico che si è suicidato da quando Venezia è diventata ZLV, Zona Libera di Venezia. Sinceramente non ho motivo di dargli torto, anch’io avevo pensato di fottermi, qualche tempo fa. Solo che le palle di cui vado tanto in giro a vantarmi proprio non le ho.
Così sono qui a far volantini e locandine nell’aula computer di San Sebastiano. C’è silenzio, in giro. Si sente qualche voce urlare ordini ogni tanto ma i gabbiani cantano ancora. Uccelli del cazzo. Mica si zombano loro o almeno credo. Avete visto qualche animale zombificato in giro? Sto pensando ai ratti di Venezia. Già sono animali di merda, figuriamoli zombie. Altro che peste di Camus.

Elisa, sicuro che cercherò i tuoi. Se ci sono, stai certa che Alienone li trova. Ti chiedo solo un favore però: non ringraziarmi. La gente che mi ringrazia mi imbarazza di più di quella che mi manda a fare in culo. Quindi considerami pure un tizio che fa schifo al cazzo, a me fai un favore. Legami con te o con altri non ne voglio creare. Una birra la bevo volentieri ma non pensate che quando arrivate qui, se ce la fate, saremo degli amiconi. Gli altri sono teste di cazzo, questa è la prima regola. Oggi vale ancora di più farsi i cazzi propri. In più, come vi ho detto, la situazione qui non è uno spasso. E’ come quando stavo in casa coi miei: poteva sembrare tutto tranquillo ma bastava un cazzo per scatenare il disastro.
In pratica, nella ZLV comandano i militari, situazione parecchio ovvia. Hanno tirato dentro i finanzieri, i poliziotti e qualsiasi persona avesse avuto un’uniforme. Il loro capoccia supremo, da quello che ho capito, si chiama Colonnello Cesari. Quando è successa la cosa era qui in gita con la famiglia. Dev’essere una specie di pezzo grosso di Roma. Personalmente, quando sento “pezzo grosso di Roma” provo un’irritante sensazione al buco del culo. Come se qualcuno me lo stesse trapanando, in verità. Se oltre agli zombie abbiamo ancora a che fare col cazzo di governo italiano allora possiamo pure accucciarci e dare un bel bacio d’addio al nostro sedere.
I cittadini hanno creato una sorta di governo d’emergenza ma conta come il due di spade. Io ho fatto il mio, ho cercato di inserirmi tenendo un profilo basso. Punto a farmi assegnare un appartamento da qualche parte perché in Aula A si dorme di merda. Odio dormire con altre persone: fanno troppo rumore. E scorreggiano pure.
L’ufficiale Random che vi ho menzionato prima non è neppure troppo random, in verità. E’ un tenente. Il tenente Ferro, lagunare di Trebaseleghe. Qualche giorno fa ci siamo ubriacati insieme. Ai militari piace sempre ubriacarsi, a tutte le latitudini e l’unica caratteristica che mi può far vagamente assomigliare a un maschio cazzuto è la mia capacità di assorbire immani quantità d’alcol. E’ un dono, cosa volete che vi dica.
Ferro mi ha detto che il suo dovere è prendersi cura del morale dei suoi uomini. Dopo la terza Tennent’s media, Ieri mi ha fatto delle confessioni piuttosto inquietanti e sarà meglio che ve le comunichi se decidete di venire qui. Il problema è presto detto: manca figa. Per quanto i militari  abbiano cercato, puttane proprio non sono riuscite a trovarne più di quattro in un raid a Marghera. Ora, se considerate che La popolazione della ZLV è di circa un migliaio di persone e la proporzione tra maschi e femmine è di tre a uno…fate voi il resto dei conti. Delle quattro puttane sfortunate il tenente mi ha detto solo: “Meglio che le lasciamo stare per un po’, altrimenti non durano.” Già questo per me era abbastanza ma ho fatto l’uomo duro e ho replicato con una battuta stupida di cui mi vergogno ancora. In questo modo, però, Ferro ha continuato.
Zio cane. Vorrei che non l’avesse fatto.

Segue

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