Non moriremo qui

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30 maggio 2012 di thesurvivaldiaries

Son giorni che tentiamo di connetterci. Ho idea che qui la connessione resisterà ancora per poco. Ieri abbiamo finito le scorte di acqua ma soprattutto quelle di alcol. Il Sambuca fa cagare, ma in mancanza di altro…

Fino a qualche ora fa eravamo alla deriva, ve lo dico, stavamo discutendo, forse per scherzo, forse no, su modi simpatici per ammazzarci l’un l’altro contemporaneamente. Abbiamo creato un sofisticatissimo ingranaggio stile shibari che poteva soffocarci entrambi nello stesso istante.

Per distrarci un po’ siamo saliti sul tetto, poi da lì abbiamo preso la scala antincendio della palazzina adiacente. Ci siamo posizionati su un terrazzo al terzo piano, abbiamo aperto lo zaino pieno di piatti e bicchieri e abbiamo giocato a Centra il Morto. Ha vinto Michele, ma solo perché regge l’alcol meglio di me.

Quando siamo tornati, una tacca. Una bellissima, meravigliosa, vitale tacca della connessione. Non so neanche io come sia possibile. Abbiamo letto tutto. State proprio di merda ragazzi, non c’è che dire.

Carlo V, nella vita di un tempo ti avrei passato un sacco di hentai e magari offerto una birra. Per come stanno adesso le cose, mi fai schifo al cazzo. Ma sei un uomo fortunato, e ci hai dato una grande notizia.

Ti prego, cerca la mia famiglia. Ti scriverò una bozza nel blog col nome e cognome di tutti componenti . Trovali per me. Sarò in debito per sempre. Magari ti recupero altro porno, o se preferisci rapisco una giapponesina con le tette enormi che si vomita addosso, chiedi tu quello che vuoi.

Venezia è zona libera. Lo sapevo. Fottuto veneziani bastardi. Stiamo studiando un piano per arrivarci. Se il Ponte della Libertà è off-limits dovremmo cercare una barca. Ma so dove trovarla, sono nata e cresciuta a Campalto, c’è un piccolo molo, verso la barena, proprio dove comincia il Parco di San Giuliano. Proveremo a raggiungerlo. Si pensava di scovare un paio di moto, così sarà più facile muoversi in mezzo alla merda. Non ho mai guidato una moto, ma l’ho sempre sognato. E morissi qui, arriverò a Venezia con un bel bolide tra le gambe. Invidia del pene, scansati.

Ve lo immaginate? Berci una birra tutti assieme, attorno a un tavolo? Pekka, Carlo, Marta, chiunque sia in zona e chiunque non lo sia, l’appuntamento è a Venezia. La mia Venezia. La sola città che seppur piena di morti viventi, mantiene sempre lo stesso odore.

C’è molto da organizzare. Non voglio morire. Non moriremo qui.

One thought on “Non moriremo qui

  1. Luigi del santo (muto) scrive:

    Effettivamente il “gioco” fatto con più persone può essere più divertente… cercherò di organizzare un campionato… magari così sfogano anche i miei “compagni”. p.s. Usate oggetti più pesanti, ammazzateli quei bastardi!

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